Export Emirati Arabi

export emirati arabi

Gli Emirati Arabi rappresentano per tutte le aziende italiane un vero e proprio punto d'interesse. L'export negli Emirati Arabi è destinato a crescere nel corso dei prossimi anni, poiché la qualità del Made in Italy risulta essere estremamente ricercata dai mercati lussuosi dell'abbigliamento, dell'alimentazione, dell'arredo. Non dimentichiamo, inoltre, che Dubai sarà il cuore di Expo 2020, occasione ghiotta per tutte le piccole e medie imprese, con l'obiettivo di internazionalizzarsi e aumentare le proprie entrate.

È proprio Dubai ad aver saputo sfruttare al meglio la propria posizione geografica favorevole, rappresentando, di conseguenza, il punto più interessante per l'export negli Emirati Arabi. Si tratta di una porta di accesso non solo su tutto il Medio Oriente, ma in particolare anche alle Indie.

L'Italia rappresenta il secondo Paese esportatore di arredamento per il settore turistico negli Emirati Arabi, a precederlo la Cina: tra le categorie più importanti si contano gli apparecchi elettrici per l'illuminazione e il mobilio. Tra i settori che hanno visto una sostanziale crescita, si trova quello della gioielleria, seguito da computer, elettronica e metalli, anche lavorati. L'export negli Emirati Arabi, per quanto riguarda l'Italia, si concentra in oltre 300 aziende che hanno saputo cogliere la palla al balzo, posizionandosi in prima linea in quello che possiamo considerare uno dei mercati più privilegiati del Medio Oriente. Il motivo per cui l'export negli Emirati Arabi rappresenta un punto fermo per le industrie italiane che desiderano internazionalizzarsi, è dovuto al fatto che, rispetto ai Paesi vicini, l'estrazione petrolifera in tutto il territorio risulta secondaria. Questo ha fatto sì che gli Emirati Arabi si concentrassero maggiormente sul settore terziario. 

In questo contesto, le aziende italiane possono davvero avere delle ottime opportunità di business: il Made in Italy, infatti, è molto apprezzato ma la buona riuscita di un’attività di export consiste nel rendere competitivi anche i prezzi. Di conseguenza, le aziende italiane che intendono approcciare questi mercati devono puntare su due fattori: la qualità dei prodotti, con particolare attenzione alla promozione del Made in Italy, e prezzi concorrenziali. Una regola aurea che vale tanto per le industrie quanto per le aziende che offrono servizi, dal momento che, come accennato, il settore terziario rappresenta un humus fertile per le attività di export dall’Italia.